Telelavoro: come funziona?

Il telelavoro (anche detto lavoro da remoto o lavoro da casa…) è una modalità occupazionale che ha trovato sempre più numerose adesioni e applicazioni negli ultimi anni, grazie ai progressi tecnologici e alla diffusione di Internet.

Vediamo di seguito quali sono i capisaldi e le possibilità di un telelavoro, tra quelli riconosciuti dalla legislazione italiana.

Cos’è il Telelavoro?

Il telelavoro è una modalità di organizzazione del lavoro caratterizzata da specificità legate alla logistica. Nel telelavoro, il luogo di lavoro non coincide con la sede dell’impresa: la prestazione può essere svolta presso l’abitazione del lavoratore, o presso un differente luogo da lui scelto, grazie all’uso di strumenti telematici e informatici, che permettono di riprodurre l’ambiente lavorativo.

Telelavoro e smart working

Molti tendono a confondere il telelavoro con lo smart working, che è una modalità di somministrazione più recente. La principale differenza riguarda il fatto che mentre nel telelavoro la postazione di lavoro è fissa (benché esterna all’azienda), lo smart working concettualizza il lavoro in mobilità, quindi in qualsiasi luogo sia possibile lavorare. Quest’ultimo, inoltre, non nega la possibilità che il lavoratore offra la prestazione anche all’interno dei locali del datore.

Storia del Telelavoro

L’idea di far lavorare i dipendenti da casa è nata negli anni ’70, con l’arrivo sul mercato dei primi PC che, pur non disponendo di accesso ad alcuna rete, facevano già ipotizzare ad alcuni sociologi la possibilità di svolgere molte mansioni senza doversi recare in ufficio. L’austerity causata dalla crisi petrolifera del 1973 indusse il governo degli Stati Uniti a valutare il concetto di “telecommuting”: spostare i dati anziché far spostare le persone.

Il progetto “Alternative Work Arrangement” di Bell puntava a sfruttare le tecnologie di connettività proprietarie per permettere, in via sperimentale, ad alcuni dipendenti di lavorare da casa o in specifici hub. AT&T addirittura prevedeva che nel 2000 il telelavoro avrebbe coinvolto l’intera popolazione americana, ridimensionando poi la stima al 40% degli occupati. Invece, alla fine degli anni ’90, negli Stati Uniti i telelavoratori erano circa 16 milioni, mentre in Europa le persone che lavoravano da remoto erano circa nove milioni.

Ai giorni nostri, è molto più difficile fare delle stime, anche perché la situazione si è molto ibridizzata con lo smart working.

Caratteristiche del Telelavoro

Il telelavoro ha delle caratteristiche molto stringenti. Molte attività che vengono comunemente considerate “telelavoro”, in realtà, non lo sono. Per esempio, non lo è quella svolta anche in via telematica o con collegamento remoto da operatori di vendita e da lavoratori addetti all’assistenza tecnica presso la clientela.

Ricapitolando, ecco i punti fondamentali per definire un telelavoro come tale:

  • la prestazione deve essere svolta in un luogo diverso da quello in cui si trova il datore di lavoro (decentramento produttivo);
  • devo essere utilizzate tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’esecuzione dell’attività lavorativa e nel collegamento tra lavoratore e datore di lavoro;
  • interdipendenza tra soggetti e flessibilità nelle forme di impiego e nei tempi di lavoro;

Il datore ha poi l’obbligo di fornire al telelavoratore adeguate informazioni scritte concernenti:

  • le norme contrattuali;
  • la natura, le modalità e la tipologia dell’attività lavorativa;
  • i propri diretti responsabili;
  • l’orario di lavoro della prestazione, che potrà anche essere a tempo parziale;
  • le informazioni in materia di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro;
  • l’eventuale unità produttiva alla quale il telelavoratore è assegnato per poter esercitare i propri diritti sindacali.

Tipologie di Telelavoro

Quanto descritto finora non esclude la possibilità di diverse modalità di telelavoro, distinte dal diverso collegamento tra lavoratore e datore.

  • telelavoro online: c’è un’interazione costante tra le due parti del rapporto grazie a specifici canali telematici attraverso i quali il lavoratore, pur svolgendo la sua prestazione al di fuori della sede aziendale, può interagire in tempo reale con il resto dell’organizzazione aziendale, facilitando anche l’attività di controllo del datore di lavoro;
  • telelavoro one way: c’è un collegamento a senso unico con la trasmissione di dati e di informazioni esclusivamente dal lavoratore all’azienda, senza possibilità di trasmissione dei dati in senso inverso e senza la possibilità di operare un controllo diretto;
  • telelavoro offline: non c’è alcun collegamento elettronico tra il lavoratore e l’azienda; il lavoratore svolge la sua prestazione in base ad istruzioni ricevute preventivamente dal datore di lavoro ed il controllo avviene solo alla consegna del lavoro, che non può essere effettuata tramite canali telematici.

Da non trascurare, a seconda delle modalità organizzativa, le seguenti varianti:

  • homeworking o telelavoro a domicilio: è la forma più diffusa e la postazione di lavoro è delocalizzata rispetto all’impresa e collocata a casa del lavoratore (si collega alla rete aziendale tramite internet);
  • working out o telelavoro mobile: il lavoratore non ha una sede fissa, ma svolge la sua attività in maniera mobile, comunicando con l’azienda attraverso strumenti portatili. Sono previste visite e controlli periodici da parte del datore di lavoro;
  • telecentri: sono strutture che dispongono degli strumenti necessari per il lavoro a distanza, offrendo postazioni a lavoratori di una stessa o diverse organizzazioni e servizi telematici a liberi professionisti;
  • imprese virtuali: non c’è una sede fisica dell’azienda poiché essa esiste solo in rete e i lavoratori svolgono la propria attività da tutto il mondo esclusivamente per via telematica.

Vantaggi del Telelavoro

I vantaggi recati dall’adozione del telelavoro sono molteplici, e riguardano sia il lavoratore, l’azienda e, perché no, l’ambiente.

I vantaggi per il lavoratore

Il dipendente che lavora da casa ha la possibilità di gestire meglio il proprio equilibrio tra lavoro e vita privata, focalizzandosi al tempo stesso sulle attività prioritarie godendo del silenzio e della concentrazione dell’ambiente domestico. Il tempo solitamente impiegato per gli spostamenti casa-ufficio può essere valorizzato, devolvendolo sia per gli impegni lavorativi che per quelli personali, abbattendo inoltre i costi e stress legati al pendolarismo. A beneficiarne sarà prima di ogni altra cosa l’umore, e quindi anche la produttività.

I vantaggi per l’azienda

Per le aziende la formula del telelavoro è estremamente conveniente:

  • consumi elettrici ridotti (utilizzo di postazioni informatiche, illuminazione degli uffici e climatizzazione)
  • permettere ai propri dipendenti di lavorare da casa o anche solo di gestire gli straordinari in telelavoro significa risparmiare sensibilmente sulla spesa corrente e sulla manutenzione delle strutture
  • cambia in meglio anche il modo in cui l’organizzazione si interfaccia con le risorse umane, a patto naturalmente di sviluppare i giusti strumenti per la gestione dei team virtuali e ottimizzando i canali digitali.
  • gli sportelli fisici dell’ufficio HR possono essere sostituiti da contact center e piattaforme di social business network che, se opportunamente implementate su soluzioni di intelligenza artificiale, diventano sempre più efficienti grazie all’introduzione degli assistenti virtuali.

I vantaggi per l’ambiente

Un’adozione (di massa) della pratica del telelavoro genererebbe pure indubbi benefici per l’ambiente. Basti pensare alla riduzione delle emissioni di CO2 e di polveri sottili causate dalla congestione del traffico, dall’utilizzo dei veicoli necessari a raggiungere il posto di lavoro e, di nuovo, dagli impianti di climatizzazione degli uffici.

Diritti del telelavoratore

Il telelavoratore ha gli stessi diritti di un dipendente che svolge un’analoga mansione nella sede dell’impresa.

È compito del datore fornire, installare e mantenere gli strumenti di lavoro occorrenti (salvo accordo contrario), nel pieno rispetto della normativa sulla sicurezza, e garantire la protezione dei dati utilizzati ed elaborati per fini professionali; il datore ha, inoltre, l’obbligo di informare il telelavoratore in merito all’organizzazione aziendale ed alla normativa sulla privacy, riguardo alla protezione dei dati aziendali, e su eventuali restrizioni e conseguenti sanzioni sull’utilizzo di dispositivi e programmi.

Il dipendente, anche se non si trova fisicamente in azienda, ha comunque diritto alle stesse opportunità di formazione e carriera offerte alla generalità del personale.

Azienda e dipendente devono, poi, accordarsi su come ripartire le spese sostenute dal telelavoratore per l’attività lavorativa.

Leggi di più –> Telelavoro: la normativa

Il telelavoro nella Pubblica Amministrazione

Il lavoro da remoto nella Pubblica Amministrazione è espressamente consentito dall’articolo 4 della legge 191 del 1998 che, applicabile anche al settore privato, fornisce delle linee guida su uso della postazione, modalità di connessione e di autenticazione ai sistemi, comunicazioni tra uffici e, dove previsto, utilizzo della firma digitale. Da ricordare anche la circolare Inps n. 52 del 27 febbraio 2015, che provvede alle istruzioni operative per l’attuazione dell’Accordo Nazionale sul progetto di telelavoro domiciliare.

Leggi di più –> Il Telelavoro nella Pubblica Amministrazione